

Una delle ragioni per cui la visualizzazione è così potente è che permette una serie di operazioni di identificazione e riconoscimento che il nostro cervello adotta in automatico senza il bisogno di focalizzare l'attenzione e senza essere consapevole di tutto questo.

Processo di Pre-attenzione. Trovare la concavità è immediato.
Da un esempio di Colin Ware in Information Visualization: Perception for Design. (p.163)
Gestire in maniera appropriata gli elementi che sono processati in automatico dalla “pre-attenzione” può fare la differenza in un’interfaccia utente. Spesso questo succede per alcuni elementi di rappresentazione grafica che possono essere colori e icone "pop out".
Noi le distinguiamo all’istante.
Questi fenomeni, la cui identificazione visuale viene compiuta in un tempo davvero irrisorio (tipicamente tra i 200 e i 250 millisecondi o meno), sono chiamati di pre-attenzione dal momento che accadono senza l’intervento della consapevolezza. Non c’è nessun bisogno di focalizzarsi sul compito di ricerca. Anche quando sono nascosti da molti oggetti, vengono identificati in maniera immediata.
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Un esempio di ricerca con un cerchio rosso: (a) il cerchio è presente in mezzo ad una serie di cerchi blu; (b) il cerchio è assente - Fonte: "Perception in Visualization"
Come esempio, i paragrafi precedenti e quelli successivi hanno alcune parole in grassetto.
Questo è un modo di evidenziare il testo, tipico del web, dove gli utenti hanno poco tempo di leggere lunghi paragrafi sullo schermo, in un ambiente dove ti muovi da una pagina all’altra in maniera molto veloce.
L’obiettivo di questa pratica comune è fornire idee chiave presenti nel testo. Dal momento che l’illuminazione è un processo di pre-attenzione, noi identifichiamo le frasi in grassetto prima, in modo che, se sono costruite in maniera appropriata, puoi leggere gli elementi essenziali del testo in poche righe.
Per sapere se un fenomeno è di pre-attenzione o no, la procedura consiste di solito, nel misurare il tempo di cui abbiamo bisogno per identificare l’obiettivo in mezzo ad un set di oggetti chiamati "distrattori".
I processi di Pre-Attenzione sono di solito indipendenti dal numero di distrattori presenti. Non importa quanti di essi siano presenti, il tempo per identificare l’obiettivo è costante e di solito sotto al quarto di secondo.
Al contrario, se ci vuole molto più tempo per l’identificazione dell’oggetto quando sono aggiunti più distrattori, il fenomeno non può essere definito di Pre-attenzione.
Secondo Colin Ware nel suo libro Information Visualization: Perception for Design la lista delle caratteristiche dei processi di Pre-attenzione può essere raggruppato in quattro categorie di base:
Colori, Forme, Movimenti e Localizzazioni spaziali.
Approfondisci questi principi in maniera più dettagliata.
1) Colori:
Sia il tono che l’intensità sono processi di pre-attenzione. Seguono alcuni esempi:
2) Forma:








3) Movimento:
Direzione di movimento. Un oggetto che si muove in maniera diversa dal contesto viene identificato immediatamente.
Flicker. Un elemento che appare e scompare come l’illuminazione di un semaforo o i flash delle luci anti-collisione sono elementi di Pre-attenzione. Per questa ragione sono elementi per garantire la sicurezza.
Posizione nello spazio:
Se ti focalizzi su quello che questi fenomeni hanno in comune vedi che esiste sempre una differenza evidente tra l’intero e le parti.
Il cervello discrimina queste differenze in maniera pre-conscia e non hai bisogno di focalizzare la tua attenzione per esserne consapevole.
D’altra parte l’unione di elementi di pre-attenzione può limitarne l’effetto. Come la varietà (non la quantità) dei distrattori aumenta il tempo di ricerca può aumentare. In altre parole, il miglior caso è quando hai tutti i distrattori uguali.
Ci sono molte teorie che cercano di spiegare i processi di pre-attenzione. Puoi consultare tra gli altri l’articolo Perception in Visualization di Christopher Healey.
Non c’è bisogno di dire che l’uso dei fenomeni di Pre-attenzione è fondamentale per ogni grafico che abbia a che fare con le interfacce utente. Nonostante questo, ancora oggi troviamo molti siti pieni di gif animate che danneggiano la nostra capacità di attenzione con troppe informazioni.
Conoscere questi principi è una responsabilità di tutti i professionisti della visualizzazione dell’informazione.
L’autore:
Articolo originale scritto da Juan C. Dürsteler e intitolato:
"Processes that pop out"
Pubblicato la prima volta come parte di Infovis issue 179, un digital magazine del Prof. Dürsteler che si occupa di Information Visualisation, il processo di incorporazione della conoscenza attraverso la percezione dell’informazione, principalmente, ma non solo, in forma visuale.
Maggiori informazioni su: http://www.infovis.net
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