

Ogni campagna elettorale è aspra per definizione. Gli esperti di comunicazione lavorano a stretto contatto con il politico.

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Obiettivi:
1) Comunicare al meglio le idee e i punti di forza di un candidato e del partito (partiti) che lo supporta.
2) Comunicare al meglio i punti deboli dell'avversario e del partito (partiti) che lo supporta.
Il manifesto elettorale è uno degli strumenti che vengono usati per questo scopo.
L'obiettivo di questo articolo è duplice:
1) Analizzare le tecniche utilizzate in un manifesto di Alleanza Nazionale apparso ieri alla manifestazione organizzata a Milano dall'Unione del commercio per protestare contro gli scontri avvenuti l'11 marzo alla manifestazione non autorizzata organizzata dai centri sociali nel centro di Milano.
2) Utilizzare le stesse tecniche per costruire un manifesto alternativo.
Vediamo come il rapporto tra persuasione e campi semantici può agire in ambito politico.
Cominciamo dall'analisi del manifesto.



Un messaggio è forte quando attiva nella mente di colui che ascolta una serie di riflessioni. Il messaggio non ha una forza di per sè ma nel suo rapporto con colui che lo ascolta, lo vede e lo completa. Dire Prodi è succube dei violenti o Prodi sta con i violenti oltre ad incorrere in questioni legali non ha lo stesso effetto di dire "NO AI PRODI AUTONOMI". PRODI è usato come aggettivo e l'obiettivo del comunicatore è raggiunto perfettamente. I due campi semantici: PRODI e AUTONOMI si legano e vengono completati da colui che legge o vede il manifesto. Il comunicatore ha raggiunto il suo obiettivo.
Bene, ora proviamo a utilizzare le stesse identiche tecniche a scopo didattico per costruire un manifesto alternativo come risposta a quello precedente.
Risultato:

Questi sono due modi in cui i comunicatori possono sfruttare la forza dei campi semantici e la loro disposizione naturale a produrre collegamenti tra eventi, atteggiamenti e significati. Spesso l'obiettivo di un comunicatore è massimizzare gli effetti di una percezione. La percezione ha un valore elevato soprattutto nel caso della comunicazione politica in una competizione elettorale che spesso deve adombrare la logica per far spazio all'emozione.
Nel caso di Prodi come nel caso di Storace e Alleanza Nazionale il comunicatore non può dimostrare logicamente nessuna affermazione. Non esistono legami accertati tra Prodi e i disordini di Milano come non esistono legami accertati tra Storace/Alleanza Nazionale e l'inchiesta sulle intercettazioni.
Ma la forza di comunicazione persuasiva non sta nella sua reale veridicità ma nel suo effetto e per ottenerlo può giocare con aggettivi, sostantivi, nomi, cognomi, eventi e campi semantici.