Last updated: Friday, February 26, 2010

Gli Interessi Passivi Di Cui I Media Italiani Non Parlano Mai

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri

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Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, con riferimento alle informazioni che già vengono diffuse sui contenuti della prossima manovra finanziaria 2006, sento il dovere di avvisarLa di quanto segue.

Premesso che sono perfettamente consapevole che le cose di cui ora scriverò Lei le conosce già molto bene, intendo principalmente informarLa del fatto che le stesse sono conosciute altrettanto bene, oltre che dal sottoscritto, da un ampio numero di cittadini, in continua crescita.

Nel DPEF 2005-2008, a pagina 25 relativamente all'anno 2003, si riporta che il "saldo primario" dello Stato ammonta ad un attivo di 34 miliardi e 459 milioni di Euro.

Sempre e solo per lo stesso anno gli "interessi passivi" contabilizzati ammontano a 69 miliardi e 291 milioni di Euro.

Contabilmente parlando lo Stato ha accettato un "indebitamento netto" pari a 34 miliardi e 832 milioni di Euro (69.291 ml* - 34.459 ml* = 34.832 ml*).


  1. a quando sono stati annullati gli accordi di Bretton Woods (decisione unilateralmente presa dagli USA e annunciata al mondo intero da Nixon il 15 agosto 1971), non esiste più alcuna carta-moneta, compreso l'Euro, rappresentativa di una qualsivoglia riserva di valore né tantomeno dell'oro:

  2. la Banca Centrale privata fabbrica materialmente il simbolo monetario costituito dalla carta-moneta, stampandola o producendone il suo equivalente elettronico;
  3. la carta-moneta (e a maggior ragione quella scritturale bancaria) di conseguenza "costa" alla Banca Centrale privata emittente i soli costi tipografici e/o gestionali, e MAI IL VALORE NOMINALE impresso sulla stessa;
  4. la Banca Centrale Europea gestisce la contabilità come se all'atto dell'emissione fosse proprietaria del valore monetario, quando invece è stato dimostrato scientificamente che il valore monetario viene prodotto non già dalla Banca Centrale ma bensì dai cittadini, i quali, accettando il simbolo monetario, creato per convenzione e di costo nullo, ne inducono il valore ogniqualvolta lo usano come strumento per misurare il valore del lavoro e dei beni ceduti in cambio di esso;
  5. la proprietà di un bene appartiene a chi lo produce;

risulta chiaro che la proprietà della moneta all'atto dell'emissione spetta a ciascun cittadino italiano, per cui il debito che lo Stato si "sente" obbligato a pagare al sistema Bancario Centrale non ha alcuna motivazione d'esistere

In conclusione non è giustificabile che a causa di un artificio contabile, nato dall'errata ipotesi che sia la Banca Centrale privata (BCE S.p.A) la proprietaria del valore monetario al momento dell'emissione, si lasci che essa continui ad emettere carta-moneta nella Repubblica Italiana, prestandola alla Nazione per il valore facciale trascurando completamente che invece è il Popolo Italiano ad esserne il legittimo proprietario.

La paradossale conseguenza dell'attuale modo di procedere è che ogni cittadino italiano, piuttosto che ricevere indietro la sua quota di Saldo Primario (circa 800 */italiano), si ritrova invece a pagare tasse sul reddito in media per 650 * annui venendo in questo modo ingiustificatamente impoverito mediamente di almeno 1450 */anno, ad esclusivo vantaggio degli azionisti privati della Banca Centrale!

Onorevole Presidente del Consiglio, quando si parla di conti pubblici disastrati Lei sa bene che prima di tagliare le spese o incrementare le tasse, E' LEGITTIMO PER LO STATO interrompere il trasferimento di soldi pubblici verso la Banca Centrale, trasferimenti pseudo-giustificati dalla voce contabile "interessi passivi" inserita nel bilancio dello Stato.

Non fare questo, consapevolmente, significa compiere un atto di alto tradimento nei confronti della Costituzione Italiana e prima ancora nei confronti del Popolo Italiano. Che il suo cuore Le apra la mente.

P.S. I Valori espressi sono da intendersi S.E&O. e, comunque, suscettibili di rettifiche e completamento in funzione di analisi di competenza e leggibilità dei Dati esposti dalla Fonte.

Meccanismo di sfruttamento/espropriazione della ricchezza prodotta dai cittadini italiani

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